Un saluto a tutti,
ringrazio Vito del resoconto preciso ed esauriente e delle critiche ben motivate.
Per quanto riguarda la tempistica puntualizzo solo che il tempo stabilito inter-nos per le due “relazioni” (in realtà un mix di informazioni iniziali e piuttosto semplicistiche, video e testimonianze) era di un'ora e venti minuti circa. Per il resto gli accordi prevedevano di dedicare buona parte della serata al dibattito. Ciò che è accaduto è che le domande, come sottolineato da Vito, sono state in buona parte di natura teorica (più o meno esplicita da parte di chi le formulava).
Dal punto di vista didattico sarà molto utile prima una trattazione essenziale ed ordinata dei punti chiave del problema della moneta, seguita dalla proposta di soluzioni a breve/medio (moneta complementare) e lungo termine (sovranità monetaria).
Nonostante io non abbia notato nel pubblico lo stato descritto da Vito (spaesamento/frustrazione, ma può essere ch'io non sia stato in grado di coglierlo), mi sono reso conto che, alla terza volta che ribadivo o tentavo di far riflettere sulla non necessità della presenza di riserva

e – successivamente - il concetto di valore, qualcosa non stava funzionando. E guardacaso il punto-cardine della riforma monetaria sta proprio nella comprensione del concetto di valore o, in sua assenza, quantomeno degli effetti del sistema ed in particolare la rarefazione causata da distruzione + accumulo d'interessi (il che ci riporta alla probabile – relativamente al contesto – introduzione al problema della moneta-debito).
La mia conclusione è che questo ciclo sia servito se non altro a:
generare delle domande in alcune persone e/o avvicinarle alla tematica
discutere di questioni monetarie piuttosto che non, fuori dall'ambito accademico (possibilmente senza gadget, calendari, etc..) e dai “titolati”